Studio Bonifacio
www.studiobonifacio.com

Ecobonus e ristrutturazioni edilizie. Incentivi prorogati a tutto il 2013

Ufficializzate le proroghe per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e quelli di riqualificazione energetica degli edifici. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno il decreto legge n. 63/2013, che recepisce la direttiva 2010/31/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea.

Gli articoli 14 e 16 del provvedimento si occupano, rispettivamente, delle “detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica” e della “proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili”.

In particolare, per quanto riguarda l’eco-bonus del 55%, in scadenza il prossimo 30 giugno, ne viene sancito l’innalzamento al 65% a partire dalle spese sostenute dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto (6 giugno 2013) e il prolungamento fino a tutto l’anno in corso, con esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Ulteriori sei mesi di agevolazione (quindi, per le spese sostenute fino al 30 giugno 2014) sono riconosciuti agli interventi che riguardano le parti comuni degli edifici condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio. Il beneficio, fruibile sia dalle persone fisiche sia dai soggetti Ires, andrà ripartito in dieci quote annuali di pari importo.

Extra-time di sei mesi anche per le ristrutturazioni edilizie al 50% su un ammontare complessivo di spesa non superiore a 96mila euro per unità immobiliare. La detrazione “potenziata” era stata stabilita dal decreto legge n. 83/2012 per le spese sostenute a decorrere dal 26 giugno dello scorso anno e sarebbe dovuta tornare all’ordinario 36%, su una spesa massima di 48.000 euro per immobile, a partire dal prossimo 1 luglio. Invece, il Dl 63/2013 ne estende l’applicazione anche alle spese che verranno sostenute fino al 31 dicembre di quest’anno.

In aggiunta alla proroga, viene introdotta un’ulteriore agevolazione per i contribuenti che fruiscono della detrazione del 50%. Questi, infatti, potranno godere anche della detrazione Irpef del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. In questo caso, il beneficio andrà calcolato su un importo complessivo non superiore a 10mila euro e dovrà essere ripartito in dieci quote annuali di pari importo.

Nello stesso Dl 63/2013, agli articoli 19 e 20, due novità in materia di Iva, per reperire parte delle risorse finanziarie necessarie a coprire i maggiori oneri derivanti dalla proroga delle misure agevolative per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico. Gli interventi riguardano il regime applicabile ai beni ceduti in unica confezione assieme a quotidiani, periodici e libri, e la disciplina sulle somministrazioni di alimenti e bevande tramite distributori automatici.

Per i primi, viene stabilito che l’imposta va applicata in ogni caso con l’aliquota del bene ceduto. Scompaiono, quindi, le attuali disposizioni di favore che prevedono l’applicazione del 4%, oltre che sui prodotti editoriali, anche sui supporti integrativi (nastri, dischi, videocassette, cd, eccetera), quando il costo di questi ultimi non è superiore al 50% del prezzo dell’intera confezione, e sui beni “diversi” dai supporti integrativi, quando il loro costo non supera il 10% del prezzo della confezione. Inoltre, non sarà più applicabile il trattamento riservato ai prodotti editoriali anche a quegli oggetti venduti congiuntamente che oggi, invece, tramite autodichiarazione, è possibile non considerare supporti integrativi o altri beni, in quanto, integrando il contenuto dei libri, quotidiani o periodici, “sono ad esso funzionalmente connessi”. Le nuove regole valgono per i prodotti editoriali consegnati o spediti a partire dall’1 gennaio 2014.

Sul versante alimenti e bevande erogati da distributori automatici, l’intervento è doppio: passa dal 4 al 10% l’Iva sui prodotti forniti da “macchinette” collocate in stabilimenti, ospedali, case di cura, uffici, scuole, caserme e altri edifici destinati a collettività; “guadagnano” invece l’aliquota ordinaria, abbandonando quella del 10%, le somministrazioni effettuate in luoghi diversi dai precedenti. Anche queste modifiche decorrono dalle operazioni effettuate a partire dall’1 gennaio 2014. (www.fiscooggi.it)

Più tempo per il 730

Più tempo per consegnare il modello 730/2013 per dichiarare i redditi 2012 ai Caf e ai professionisti abilitati a prestare assistenza fiscale. Slitta, infatti, dal 31 maggio al 10 giugno 2013, il termine per la consegna da parte dei contribuenti dei documenti per ricevere l’assistenza fiscale. Lo ha reso noto il dipartimento delle Finanze. A loro volta, gli intermediari fiscali possono consegnare al contribuente la dichiarazione dei redditi elaborata fino al 24 giugno 2013, e non più entro il 17 giugno.

Viene infine prorogata anche la trasmissione dei modelli e del risultato contabile: la nuova scadenza slitta dal 30 giugno all’8 luglio 2013. Il nuovo calendario è stato fissato da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato il 29 maggio 2013, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Equitalia: niente pignoramenti sui c/c di dipendenti e pensionati

Stop ai pignoramenti, in prima battuta, presso istituti di credito e Poste, sui conti correnti di pensionati e lavoratori dipendenti. L’indicazione, operativa da subito, è contenuta in una nota di Equitalia ed è rivolta agli amministratori delegati e ai direttori generali delle società partecipate.

Prima di arrivare in banca, andrà attivato il pignoramento presso il datore di lavoro o l’ente pensionistico, assicurandosi che lo stipendio o la pensione, al netto di quanto trattenuto, sia almeno pari a 5mila euro mensili.

E’ un’iniziativa interna della società di riscossione per tutelare i cittadini economicamente più deboli, presa per superare le problematiche emerse a seguito dell’evoluzione normativa in materia, in particolare della disposizione che ha reso obbligatorio l’accredito degli stipendi e delle pensioni superiori ai mille euro.

Tale norma, contenuta nel decreto legge n. 201/2011, di fatto avrebbe potuto comportare l’immediata integrale “aggressione” delle somme presenti sui conti correnti, senza dover tener conto della gradualità prevista dal Dl n. 16/2012 (un decimo per importi fino a 2.500 euro, un settimo per importi superiori a 2.500 e fino a 5mila euro, un quinto per importi oltre i 5mila euro).

La decisione autonoma di Equitalia, dunque, mira a tutelare le fasce più deboli dei cittadini in attesa che vengano adottati interventi normativi che stabiliscano nuove regole.(www.fiscooggi.it)