Studio Bonifacio
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Lavoro

Attività gratuita ma solo da parte degli associati

Il Ministero del Lavoro ha dato risposta, con nota del 07 giugno del 2013, alla problematica sollevata dallo Studio Bonifacio in ordine alla possibilità da parte degli Enti no profit ed in particolare delle Associazioni di Volontariato di avvalersi, nell’espletamento delle proprie attività istituzionali, di volontari non associati all’Organizzazione.

La legge-quadro 11/08/1991 n. 266 e ss.mm. e la L.R. 16/03/1994 n. 11 disciplinano la materia del volontariato in Puglia. La legge quadro nazionale prevede che “per attività di volontariato deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontario fa parte …”. Già da questa prima analisi letterale si potrebbe escludere che qualcuno possa svolgere attività di volontariato senza aderire, ovvero associarsi, ad una organizzazione. Con la nota indicata il Ministero del lavoro chiarisce che le leggi del settore non prevedono altra possibilità al di fuori dell’opera svolta dal volontario a titolo gratuito a favore dell’organizzazione alla quale lo stesso è associato. A chiarimento si evidenzia che a nulla può servire la dichiarazione sottoscritta dal potenziale aderente all’organizzazione, ma non ancora associato, in ordine alla gratuità della prestazione e che la stessa è svolta sotto la propria responsabilità poiché tale dichiarazione non avrebbe valore legale in quanto “contra legem”. Pertanto, per avvalersi delle prestazioni gratuite e volontarie di potenziali aderenti all’organizzazione di volontariato quest’ultima non può esimersi dall’acquisire la formale adesione degli stessi alla struttura associativa.

Cambiano le regole per gli aspiranti medici

Cambia l’accesso per le scuole di specializzazione dei futuri camici bianchi. Dal 2014, infatti, l’attuale modalità di selezione alle scuole per la formazione specialistica dei medici, lascerà il posto ad un concorso a graduatoria nazionale suddiviso per singola tipologia di specialità. La modifica, in discussione da mesi, è contenuta in un decreto ministeriale che rivede il regolamento sull’accesso alle scuole di specializzazione di area sanitaria (dm 172/06).

L’obiettivo della riforma è quello di avere un’unica prova basata su quesiti a risposta multipla selezionati da un archivio nazionale e non più a discrezione del singolo ateneo dove si sosteneva la prova. Una prima parte quindi con quesiti su argomenti caratterizzanti il corso di laurea in medicina ed una seconda parte con domande differenti per tipologia di scuola. Ai migliori, in ordine di graduatoria nazionale, la possibilità di scegliere in quale scuola iscriversi. Saranno valutati i risultati e anche il voto di laurea.

Ma la novità, come fa sapere l’associazione giovani medici (Sigm) ieri al ministero dell’istruzione e università per discutere la versione finale del testo, scatteranno non prima della sessione di esame del 2014 lasciando inalterato il concorso per l’anno 2012/2013 che si svolgerà secondo il modello tradizionale. Intanto sembra essere rientrato l’allarme borse di studio per il 2013. Saranno infatti garantiti circa 4.500 contratti ministeriali per il prossimo concorso di specializzazione a fronte dei 3.000 a cui il Ministero dell’economia aveva un primo momento garantito la copertura.

Il punto di partenza, come spiega il Sigm, è che nel 2012/2013 sarà «attivato per la prima volta l’anno aggiuntivo dei corsi delle scuole, la cui durata, prima dell’applicazione del decreto sul riassetto del 2005, era pari a 4 anni. Questo comporta quindi un aumento dei fondi per sostenere la spesa di circa 3 mila unità stipendiali da corrispondere ai contrattisti. Fino a qualche giorno fa però non c’era stato un riscontro ufficiale sull’aumento del finanziamento del capitolo di spesa da parte di via XX Settembre. Ma, dicono ancora i giovani medici, «questo timore dovrebbe essere infondato e la copertura garantita».